---
title: "Il diritto di voto (classista) · De Officio"
description: "In Italia quasi 5 milioni di elettori fuori sede rischiano di non votare alle europee 2024: un diritto di fatto subordinato al censo e alla geografia."
---

[Attualità](https://deofficio.it/blog?category=attualita)

# Il diritto di voto (classista)

In Italia quasi 5 milioni di elettori fuori sede rischiano di non votare alle europee 2024: un diritto di fatto subordinato al censo e alla geografia.

![De Officio](https://deofficio.it/de-officio-logo-light.webp)![](https://deofficio.it/de-officio-logo-dark.webp)·9 febbraio 2024·5 min di lettura

Ascolta il podcast0:00 / 5:00

![Il diritto di voto (classista)](https://deofficio.it/_next/image?url=https%3A%2F%2Fcdn.sanity.io%2Fimages%2Fzkgyus0m%2Fproduction%2F4965b343118dfb2c760c8cd857a8791c7aff190d-1600x905.webp%3Fq%3D75%26auto%3Dformat&w=3840&q=75)

In questo articolo
1. [L'affluenza e i suoi sintomi](#laffluenza-e-i-suoi-sintomi)
2. [Una possibile cura](#una-possibile-cura)

L'8 e 9 giugno 2024 si terranno in Italia le elezioni per eleggere la rappresentanza del Paese nel Parlamento Europeo. Il mandato dei parlamentari europei ha una durata di 5 anni, e l'Italia, terza per numero di parlamentari dopo Germania e Francia, riceve 76 seggi attraverso un calcolo degressivamente proporzionale rispetto alla popolazione dello stato membro.

In questo contesto, i partiti italiani, insieme alle rispettive alleanze europee, si preparano a concorrere nel mercato elettorale per ottenere il maggior numero possibile di parlamentari, fondamentali per la formazione della nuova Commissione europea ("L'organo che promuove l'interesse generale dell'Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine", art.17 del Tue). Tuttavia, anziché discutere dei dinamismi politici delle elezioni o delle alleanze europee, vorrei concentrarmi su un elemento fondamentale della democrazia spesso trascurato: il diritto al voto degli studenti e dei lavoratori "fuori sede".

## L'affluenza e i suoi sintomi

Le elezioni politiche del settembre 2022 hanno rivelato una preoccupante mancanza di partecipazione, con un'affluenza al voto del 63,9%, il dato più basso nella storia repubblicana italiana (leggi il mio articolo <https://deofficio.it/gli-elettori/>). Gran parte dell'astensionismo proviene dalle regioni del sud, dove, grazie una ricostruzione esposta da Pagella Politica, si registra una significativa percentuale di studenti che studiano in altre città. Questo è dovuto al fatto che in Italia gli elettori possono votare solo nel comune di residenza, creando così un ostacolo per i giovani che si trovano fuori sede per motivi di studio o lavoro. E' necessaria, quindi, una norma che disciplini queste situazioni in vista delle elezioni, e che possa evitare di causare la dispersione di una buona parte di voti del corpo elettorale appartenente alla fascia di età 18-38.

Secondo il "Libro bianco sull'astensionismo", un rapporto redatto da una commissione di esperti istituita durante il governo Draghi, in Italia ci sono circa 4,9 milioni di elettori fuori sede[1](#fn1). In termini proporzionali, si parla approssimativamente del 10 % degli aventi diritto al voto in Italia, di certo non quella che si potrebbe definire una esigua minoranza. Di questa percentuale solamente chi è geograficamente vicino al suo comune di residenza o chi è economicamente disposto a viaggiare per votare si recherà alle urne. Si pensi, infatti, a tutti i cittadini che per lavoro o studio si trovano in luoghi distanti più di quattro ore di treno dalla loro residenza, per cui l'acquisto di un biglietto di un treno o di un aereo graverebbe sulla loro disponibilità economica. Questo può essere considerato a tutti gli effetti un impedimento dell'esercizio di uno dei diritti fondamentali di un cittadino in una democrazia. E come ricorda l'Art. 3 della Costituzione italiana:

> "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

## Una possibile cura

Mancano poco meno di 4 mesi alle elezioni europee e il Parlamento italiano non ha ancora fatto niente per adempiere ai suoi compiti costituzionali. L'Italia, assieme a Malta e Cipro, è l'unico Paese in Europa a non garantire il voto ai fuorisede. Il Parlamento italiano, ad oggi, è impegnato in una corsa contro il tempo per far approvare una legge delega in grado di consentire al governo di redigere un decreto legislativo che dia l'opportunità di votare fuori dal proprio comune di residenza "in caso di impedimenti per motivi di studio, lavoro o cura"[2](#fn2).

Un dossier che però, è in attesa di approvazione dal Maggio 2023\. E, anche in caso di esito positivo, risulterà complicato adottare provvedimenti in grado di facilitare il voto in vista delle europee. Tuttavia, Fabio Rotondi, coordinatore della campagna del voto fuorisede, ha dichiarato in una intervista condotta da Today Politica che "la legge sta andando avanti, siamo stati sentiti in audizione e ci hanno detto che i tempi ci sono ancora, anche se stretti".

Indipendentemente dall'esito della legge delega, è inaccettabile che dallo storico referendum istituzionale del 1946 ad oggi non si sia ancora giunti ad un disegno di legge che garantisca il "normale" funzionamento democratico di un Paese, da essere approvato all'unanimità. Perché i principi e i valori democratici non hanno orientamenti ideologici e politici. Soprattutto, in un momento particolare come questo, dove la politica sembra allontanare, invece che avvicinare, i cittadini alla partecipazione attiva, negare potenzialmente il voto a quasi 5 milioni di elettori è un aggravante volto a dimostrare che la volontà di coinvolgere i giovani alla vita del Paese e l'attenzione che i partiti e le istituzioni rivolgono ad essi è meramente propagandistica e finalizzata al consenso, piuttosto che alla crescita e alla garanzia di un futuro solido e stabile.

In conclusione, la situazione attuale, in cui chi lavora o studia fuori sede può votare solo se può permetterselo economicamente e socialmente, è intrinsecamente "classista". Il diritto di voto dovrebbe essere un diritto universale, senza requisiti di censo o discriminazioni geografiche. La politica e le istituzioni devono agire rapidamente per garantire un sistema elettorale più inclusivo e democratico, in modo da coinvolgere pienamente tutti i cittadini nella vita politica del Paese.

1. Today Politica, "Meno italiani degli altri: il voto (ancora) negato per 5 milioni di fuori sede" [↩](#ref1)
1. Delega al Governo in materia di esercizio del diritto di voto in un comune diverso da quello di residenza A.C. 115 e abb.-A [↩](#ref2)

Scritto da

![De Officio](https://deofficio.it/de-officio-logo-light.webp)![](https://deofficio.it/de-officio-logo-dark.webp)

Redazione

CondividiCopia link
