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Il programma di Futuro Nazionale: dieci anni di proclami, zero coperture

Remigrazione, sovranismo filo-russo e nessuna copertura finanziaria: il programma di Futuro Nazionale è più una dichiarazione d'identità che un piano di governo

De Officio10 min di lettura
Il programma di Futuro Nazionale: dieci anni di proclami, zero coperture

Lo scorso 11 agosto, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, annuncia via social la pubblicazione della prima parte del programma elettorale del partito. Il primo, tra quelli in competizione per le elezioni del 2027, ad aver diffuso un documento che enuncia i piani della nuova compagine di estrema destra per i prossimi dieci anni.

Il programma, infatti, non si limita a sintetizzare brevemente le posizioni del partito per le prossime elezioni. Il piano d'azione è ambizioso. I dirigenti di Futuro Nazionale hanno volutamente dichiarato che quanto scritto nel documento - accessibile direttamente dal sito di Futuro Nazionale - si riferisce a un progetto di medio-lungo termine che, per adesso, coprirà un periodo compreso tra il 2027 e il 2037, ovvero le prossime due legislature.

Introduzione al programma

Il programma doveva essere pubblicato già lo scorso 14 giugno, in occasione dell'Assemblea costituente di partito. Tuttavia, a causa di lavori di limatura, ha visto la luce del sole solo martedì scorso.

Articolato in ben 85 pagine e suddiviso in 39 capitoli, il programma di Vannacci è un libro tutto da sfogliare - sempre che ci sia rimasto qualcuno disposto a farlo.

La sua introduzione richiama subito ai valori identitari e tradizionalmente appartenenti alla cultura conservatrice della destra radicale:

identità nazionale, famiglia naturale, sicurezza, libertà, merito e tradizione

Un grande sproloquio dedicato alla civiltà romana e greca dalla quale, secondo Vannacci, noi italiani proveniamo, che si configura come un tentativo di aggancio identitario per gli elettori di destra e una dichiarazione di intenti strategica per chi legge.

La fetta di elettori che si riconosce nei valori rivelati nell'introduzione non ha bisogno di spingersi oltre: avrà già deciso se votarlo o meno.

Un'altra fetta, invece, non leggerà mai il programma per intero perché, per utilizzare un'espressione inglese, TL,DR (too long, didn't read). Forse è questo l'obiettivo di Vannacci.

La mia personale interpretazione verte principalmente su due punti: il primo riguarda la volontà e l'esigenza di Futuro Nazionale di mostrarsi e apparire davanti ai cittadini in generale, ma alla politica in particolare, non come una "meteora" o un fenomeno di passaggio, bensì come una struttura burocratica rappresentativa, istituzionalizzata e stabile. Questo tentativo di legittimazione è osservabile nella decisione, spinta quasi da un senso di urgenza, di essere il primo partito in competizione ad aver diffuso una parte del programma elettorale. Inoltre, come specificato a inizio articolo, il programma intende coprire un periodo decennale, a dimostrazione del fatto che la motivazione e l'ambizione del progetto di Vannacci non sono contingentate a queste elezioni, ma seguono un piano ben definito e duraturo.

In secondo luogo, se si analizza la comunicazione che Vannacci adotta via social, si denota un largo utilizzo di toni provocatori e talvolta aggressivi. I suoi post sono privi di contenuti inerenti alle sfide poste dal programma. Questo perché la tattica è utilizzare il suo capitale sociale - outsider politico, figura autorevole e riconosciuta, credibilità professionale - per creare un'alternativa ai partiti di destra che al governo hanno tradito le promesse fatte ai loro elettori. In questa dinamica, il linguaggio e la comunicazione hanno un valore più remunerativo delle proposte politiche, che sono le stesse degli altri partiti.

La competizione a destra è diventata un gioco di posizionamento. Quello che Vannacci rivendica è la radicalizzazione di quello che rivendicava Meloni. Che, a sua volta, ha esasperato le stesse intenzioni che Salvini ha disatteso. Ma per partecipare ha bisogno del riconoscimento da parte degli avversari e dei potenziali amici. Vannacci ha capito le regole, e la sua partita è iniziata da tempo ormai. Remigrazione, rastrellamento e cameratismo sono tutti termini adottati con il fine di provocare gli avversari, generare uno scontro e acquisire visibilità.

Per questo motivo, da quando è stato pubblicato il programma, i post Instagram del profilo personale dell'ex Generale che hanno un diretto riferimento alle proposte politiche sono pari a zero - nonostante il leader di Futuro Nazionale sia tra le personalità politiche più attive sui social. I dati recentemente rilevati da YouTrend dimostrano proprio che la crescita repentina dal 4% al 7% tra giugno e luglio è avvenuta in assenza di un programma solido alla base, favorita invece soprattutto dal tipo di popolarità che Vannacci è riuscito via via a conquistare e dalla sua capacità comunicativa.

I dati

Nel concreto, il programma di Futuro Nazionale rappresenta fedelmente la natura politica inflessibile e radicale propugnata da Vannacci.

Il testo è suddiviso in sette macro-aree tematiche: economia e fiscalità; lavoro; immigrazione; politica estera; sicurezza; energia; giustizia.

Immigrazione: la sezione più estesa

La sezione più vasta è occupata dal tema immigrazione. Un frame che ormai è diventato il pane quotidiano di FN. Partendo dal presupposto che il governo Meloni ha trascurato il tema, lasciando insoddisfatta una buona parte dei cittadini italiani, Futuro Nazionale lo ha riproposto, ma con formule e metodi diversi: più duri, più fermi. La remigrazione è forse la proposta più importante di questo programma. L'idea di Vannacci e dei militanti di FN si contraddistingue per una serie di criteri che si possono definire selettivi e discriminatori, tra questi:

  • Criteri di preferenza culturale negli ingressi regolari, a favore di Paesi a maggioranza cristiana.
  • Esame delle domande d'asilo fuori dai confini UE, in centri regionali in Paesi terzi sicuri (Nord Africa).
  • Riforma della cittadinanza: 20 anni di residenza regolare, livello di lingua C1, assenza di condanne penali, dichiarazione di "assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana". Rifiuto esplicito di ius soli e ius scholae.

Qualcuno, tuttavia, dovrebbe farsi carico del peso politico di avvisare Vannacci che, secondo questa teoria dell'assimilazione, probabilmente la metà del suo elettorato, e dei cittadini italiani, dovrebbe remigrare a causa di tratti somatici misti derivanti dalla mescolanza di più civiltà e culture nell'arco della nostra esistenza.

Economia: proposte senza coperture

Se la sezione immigrazione lascia qualche dubbio etico, c'è da dire che le proposte economiche sono indubbiamente valide e potenzialmente interessanti:

  • Quoziente familiare: l'aliquota fiscale dovrebbe tenere conto di quante persone il reddito sostiene effettivamente.
  • Riduzione del cuneo fiscale, con priorità a giovani, famiglie, imprese ad alta intensità occupazionale.

Vicinanza alle famiglie, spiccato interesse ai giovani, sostegno alle imprese e una visione di medio-lungo periodo.

La domanda è: quanto costa?

La risposta non è contemplata.

Nessuna delle misure con impatto sul bilancio pubblico è accompagnata da una stima di costo o da un'indicazione delle coperture. Il quoziente familiare, la flat tax, la riduzione del cuneo fiscale, gli incentivi al rientro degli italiani, il fondo sovrano: tutte proposte che comportano, o minori entrate fiscali, o nuova spesa pubblica, ma senza cifre di impatto - a differenza di quanto normalmente richiesto per un programma elettorale strutturato.

Giustizia: legge Mancino e reato di femminicidio

Il paradosso della destra moderna è utilizzare un linguaggio tradizionalmente associabile a regimi repressivi, violenti e totalitari, in nome della libertà di manifestazione del pensiero e di espressione. Le stesse libertà che quei regimi hanno soffocato.

Come abbiamo visto prima, non è solo una strategia comunicativa, ma un vero e proprio obiettivo politico. Nell'area dedicata alla giustizia, il partito di Vannacci dichiara esplicitamente di voler "abrogare le leggi bavaglio, come la legge Mancino", che ricordiamo essere la norma italiana che punisce gesti, slogan, azioni e organizzazioni basati sull'odio, sulla discriminazione o sulla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Vieta inoltre le organizzazioni che inneggiano a ideologie nazifasciste.

le idee non si processano

Ma le idee che hanno portato ai crimini più vergognosi della nostra storia sì, mi verrebbe da dire.

Non è tutto: siccome "la legge è uguale per tutti", Vannacci vuole cancellare il reato di femminicidio, che ricordiamo essere stato avanzato dallo stesso governo di centro-destra e approvato in modo bipartisan in Parlamento. FN accusa la sinistra di aver inquinato ideologicamente la giustizia e il senso comune - citando addirittura Gramsci - propugnando riforme che ponderano la pena sulla base delle caratteristiche della vittima (se è donna, omosessuale...). E qua notiamo uno schema ricorrente nella comunicazione vannacciana: partire da un assunto unanime e giuridicamente ineccepibile per motivare una posizione ai margini della legalità. Normalizzare proposte impopolari facendo riferimento a principi incontestabili.

Energia: il capitolo sotto accusa

L'energia è il capitolo più discusso non per il contenuto, ma per la produzione e la forma.

Secondo varie testate, infatti, il testo è presumibilmente prodotto dall'intelligenza artificiale. Il controllo plagio eseguito da Copyleaks ha restituito percentuali altissime in ampi passaggi. Pur non essendo un plagio, presenta una struttura spersonalizzata che creerebbe un precedente preoccupante se non regolamentato.

Politica estera: la linea sovranista

La linea di politica estera di Vannacci è nota da molto tempo, e il capitolo contenuto nel programma ne conferma l'identità. Sovranista, posizione critica nei confronti di UE e NATO, a favore di una strategia del contenimento e, punto cardine, contro il rifornimento di armi all'Ucraina. Il suo orientamento filo-russo è forse il tema che lo allontana di più - esclusa la Lega - dalle altre forze politiche di destra e che causa un distacco più sostanziale.

Il fattore più preoccupante è la volontà di non voler chiudere la porta a un'eventuale uscita dall'UE e dalla stessa NATO, pur riconoscendola come cornice "oggi più naturale".

Sicurezza: la legittima difesa

Non poteva mancare, ovviamente, la dottrina della legittima difesa. Un altro baluardo della destra moderna è la nuova idea di giustizia “fai da te”, nata dalla strumentalizzazione di casi di cronaca facilmente mediatizzabili e coinvolgenti. Il concetto alla base è la logica secondo la quale, se sei vittima di un reato, hai la quasi totale libertà di stabilire una pena da infliggere direttamente al reo.

E, ovviamente, l’immancabile lotta alla droga: tolleranza zero su spaccio, criminalità organizzata (confisca sistematica dei patrimoni), occupazioni abusive.

Copertura finanziaria: la grande assente

Il programma di Vannacci, come ho cercato di illustrare, è vasto, duro, forse anche sincero, ma molto lacunoso. Al netto delle proposte contestabili o condivisibili, il disvalore è da rintracciare nella totale assenza di copertura finanziaria alle riforme proposte. Quanto costano alla cassa dello Stato i provvedimenti economici che intendono prendere? E come si finanziano le procedure di remigrazione, che secondo calcoli stimati da altre testate giornalistiche ammonterebbero a circa 8 miliardi di euro?

Tuttavia, seguendo il filo logico della mia interpretazione, sono osservazioni superflue. A Vannacci, ai dirigenti di FN e ai suoi elettori non importa saperlo. Più importante è dire quello che vogliono farsi sentire dire, come è stato fatto con Salvini nel biennio 2018/19 e come è stato fatto con Meloni le scorse elezioni.

Registro e linguaggio

Il registro e il tono utilizzato nel documento del programma sono prevalentemente classicisti, con una serie di citazioni ad autori della letteratura italiana, come Guareschi, Galli della Loggia, Pasolini e Dante; riferimenti geopolitici accademici, come Kennan, Fukuyama e Mearsheimer; rimandi alla religione cristiana, come passi della Bibbia e principi religiosi.

Lo stile narrativo allegorico di Vannacci si riproduce anche nel suo programma politico, con continui riferimenti alla civiltà romana e cristiana e un forte simbolismo evocativo dei valori e dell'identità della stessa antica Roma.

Infatti, il campo semantico più utilizzato per illustrare il programma descrive il senso di appartenenza alla cultura italiana. Nazione/nazionale/sovranità/Italia sono tra le parole più utilizzate nel testo. Nazione e nazionale, con 62 occorrenze, sono le parole più frequenti in assoluto, quasi esasperate con l'obiettivo di inculcare a chi legge un senso di comunità urgente ed esclusivo. Al secondo posto si posiziona "futuro": nome del partito ed evocativo di un progetto a lungo termine, ripetuto ben 44 volte. Segue con 17 occorrenze "sicurezza", che conferma la mano dura di una destra sempre più spietata contro la criminalità, che strumentalizza la difesa del cittadino per giustificare derive securitarie

È un segnale forte di quanto il programma, preso nel suo complesso, sia costruito attorno a un asse ordine/sicurezza/controllo più che a un asse propriamente economico-programmatico.

Nel suo insieme, è un piano ideologicamente denso e impastato ma finanziariamente vuoto.

Scritto da

De Officio

Redazione

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